Finger inzimino di seppie con cous cous
La parola “zimino” è tipicamente Toscana e si riferisce solo a piatti di pesce (baccalà, stoccafisso, totani, seppie, calamari tinche anguille etc.) cotti con verdure (bietole e/o spinaci) pomodoro ed odori. Il termine ha origini incerte (forse da cumino….) ma si trova traccia di esso già dal 1300. La ricetta proviene dal pisano e dalle coste limitrofe (da Piatti Toscani.it).
Ve lo proponiamo oggi in una veste fresca, adatta per una cena tra amici o per un aperitivo rinforzato, come si dice in gergo…
- 500 gr. seppie (o calamari)
- 1 cipolla bionda piccola
- 200 gr. cous cous precotto
- olio
- prezzemolo
- 2 spicchi d’aglio
- 1/2 carota
- sale, pepe, peperoncino
- 1/2 bicchiere di vino bianco
- 300 gr. passata di pomodori
- 250 gr. bietole cotte
- acqua
- 10 pomodori pachino
Cuocete il cous cous come da confezione: di solito per 70 gr. di cous cous si uniscono 100 gr. di acqua calda, un cucchiaio d’olio e un pizzico di sale. Mescolate con una forchetta e tenete coperto 10 minuti. Pulite le seppie e tagliatele a striscioline (l’ideale è farsele pulire dal pescivendolo di fiducia). Preparate un soffritto con: olio, cipolla, carota e sedano tritati, poco sale. Unite le seppie, il vino che lascerete evaporare, la passata e cuocete per una quarantina di minuti. Aggiungete le bietole strizzate e fatte a pezzetti e lasciate cuocere altri 2o minuti (se necessario, unite acqua). Lasciate a gradimento abbastanza liquido perchè si uniscano meglio col cous cous. Regolate di sale, pepe e peperoncino. Lasciate freddare o intiepidire il tutto. Servite in un bicchiere colorato a persona, con un filo d’olio a crudo e i pomodorini lavati a fatti a pezzetti (a piacere, lasciati marinare con basilico, olio e aglio almeno una mezz’ora). E’ possibile anche servirli come secondo piatto, accompagnati da verdure alla griglia, raddoppiando le dosi. Buon fashion gusto!
Con questa ricetta partecipiamo al contest La Toscana nel piatto del blog Pan di ramerino
Perfetti con: un cerchietto rosso


